L'ulivo  è

simbolo  di  cultura

         

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L'ulivo è una pianta della famiglia delle oleacee, originaria dell'Asia Minore; attualmente è coltivata in tutti i paesi del bacino Mediterraneo ed anche in America (California)  

 

Origine e diffusione
Le origini dell'Ulivo si confondono con quelle della civiltà del Mediterraneo.
Infatti proprio il Bacino del Mediterraneo è stata la sua culla, considerato da sempre simbolo di vittoria, pace e sapienza.
Quasi certamente originario dell'Asia Minore, dagli altipiani dell'Iran, dalla Siria e dalla Palestina si diffuse 5000 anni fa in tutto il Mediterraneo.
Fu infatti largamente diffusione presso gli Egizi, i Fenici, poi i Greci ed infine i Romani, che lo introdussero via via negli altri paesi del Mediterraneo
 
 
Simbolo della pace, tutt'ora presente nella liturgia della Domenica delle Palme, l'olivo è una pianta sacra anche per altre civiltà.
 
In Grecia le corone dei vincitori delle gare olimpiche erano fatte con un ramo d'ulivo; nel corso delle feste Pianepsie, le feste in onore di Atena e di Apollo;  per ringraziarli dei frutti dell'estate e dell'incipiente autunno, che si celebravano nel mese Pianepsione, che va dalla seconda metà di settembre alla prima di ottobre,  ad Atene si portavano in processione dei rami o corone d'ulivo. Alla pianta venivano attribuiti poteri fecondativi: da ciò la fabbricazione in legno d'ulivo delle statue di divinità connesse alla fertilità della terra. I Greci conoscevano il pane con olive, che assieme alle fave non mancava mai su nessuna tavola imbandita.
 
A Roma venivano spesso usati rami di olivo nelle cerimonie di purificazione.

Leggende sacre e profane, riti religiosi e simbolici, raffigurazioni mitologiche avvalorano l'importanza storica della cultura dell'olivo e il suo grande valore simbolico. Dice la Bibbia che nel momento in cui gli alberi decisero di eleggere un Re, il primo ad essere designato come più meritevole di questa suprema dignità fu l'ulivo il quale, malgrado le vivaci insistenze rivoltegli, declinò l'incarico giustificando il suo rifiuto per il fatto che le cure del governo avrebbero potuto distrarlo dalla importante missione affidatagli da Dio a vantaggio degli uomini. Racconta la leggenda che Noè dopo il diluvio universale fece uscire una colomba dall'arca e questa ritornò con un ramoscello di ulivo tra il becco, segno che le acque si erano ritirate e che la pace era sulla terra.

Anche la mitologia tramanda che insorta un giorno una contesa presso gli Dei dell'Olimpo fra Nettuno e Minerva per la Signoria dell'Attica, Giove stabilì che avrebbe concesso il dominio a chi tra i due contendenti avesse creato la cosa più utile: Nettuno creò il cavallo, Minerva piantò semplicemente un ulivo insegnandone l'uso e la cultura. A quest'ultima fu assegnata la vittoria ed il culto greco consacrò l'ulivo a Minerva, culto che si trasmise ai Romani i quali lo usarono intrecciati in ramoscelli per premiare i cittadini meritevoli della patria.

 
L’olio nell’antichità divenne una lauta fonte di guadagno nelle attività commerciali. I Romani importavano l’olio da altre terre e veniva trasportato nelle anfore olearie, soprattutto via mare, solcando le acque del "Mare Nostrum", il Mare Mediterraneo. 
 

Nel medioevo si coltivava solo nei conventi dei monaci Basiliani. Ma dopo il Rinascimento si è talmente diffuso che è presente nelle Americhe dal 500 in poi.

 

L’ uso cosmetico è l’uso più antico; per ferite dai raggi solari bastava strofinarvi sopra le olive. Nel tempo si cominciò a selezionare olive con più polpa e il nocciolo piccolo. Successivamente si passò all’uso sacro dell’olio, prezioso perchè molto difficile da ricavare, quasi magico. Infatti, nella Bibbia leggiamo di Aronne che, dopo aver costruito l’arca dell’alleanza, viene invitato da Dio ad ungerla. Questo uso è radicato nella cultura cattolica. Ancora oggi gli oli vengono benedetti dal Vescovo, per poi essere usati nelle chiede.

 

L’ uso alimentare usato come alimento, venne poi utilizzato nell’illuminazione per poi assumere un significato quasi magico, curativo; un tempo, infatti, non si conoscevano cure e cause di molte malattie e si cercava di scongiurarle scacciando l’invidia, ritenuta la causa dei malesseri, scacciando il malocchio (influsso negativo).

 
Oggi
Ancora oggi l’olivo è molto diffuso in tutta l’area del Mediterraneo, dove si produce la quasi totalità dell’olio d’oliva del mondo.
Oggi l’Italia è tra i paesi d’Europa che producono maggiore quantità di olio d’oliva, assieme alla Spagna, al Portogallo e alla Grecia. Tra le regioni italiane, la Calabria è al secondo posto, nella produzione di olio d’oliva, dopo la Puglia. Ma la produzione di olio non è sufficiente per il paese tanto da rendersi necessario importarlo.

La Comunità Europea: dà un premio in denaro, chiamato integrazione, ai produttori di olio.

                                

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